03 Giugno 2008

la nuova tendenza: essere anti-tutto

...a tutti quelli ke sono "anti" tutto...
...e credono così di dimostrare di essere "speciali", "diversi".....se non siete in un gregge, così facendo, siete entrati in un altro...che è pure più antipatico...

...credo che oramai la moda del momento sia essere "anti" qualunque tipo di movimento/stile/musica/ecc..
la cosa che più mi infastidisce è che questa gente non si limita a dire "questo non mi piace", "non è il mio genere" o comunque non si esprime assolutamente in modo educato, ma anzi si accaniscono...
sopratutto contro le 14enni!!!!premetto che sto per elencare anche cose di cui a me non importa o che anche a me non garbino molto...ad esempio, ci sono più gruppi anti-tokyohotel, anti-finley e simili che gruppi di loro simpatizzanti!!!per non parlare di gente, magari anche di 25 e più anni, che insulta in maniera anche molto volgare ragazzine non più grandi di 18anni solo perchè queste adorano quei gruppi o quello stile!!!!
ma porca miseria!!!anzichè fare ciò, CREDENDO di insegnare qualcosa a livello musicale, perchè non fate un corso di buone maniere!oppure, più semplicemente, fatevi i fatti vostri!
lo stesso vale per tutto il resto... anticonformisti, antifascisti, antihellokitty, antijuve, antiinter, antimilan, anticalcio..e via dicendo!!!
mi sta bene finchè si parla di antidroga, antiviolenza, antidepressione, antibiotico....!ma x cose futili NOOO!!!!sopratutto, non sopporto appunto, l'essere "anti" un modo di pensare o "anti" i gusti di questo e quello!
anche io non sopporto molte cose, ma non attacco nessuno!!!
oppure fateli sti gruppi, ma non massacrate la gente che la pensa in modo diverso....

spero impariate presto a vivere e lasciar vivere.....

Tags: vita
 
15 Maggio 2008

a tutti i pervertiti.....ammazzatevi!

 cioè, voi ditemi se si possono creare gruppi del genere..e chi ha coraggio di iscriversi!!!
http://gruppi.giovani.it/sexwebcam/
http://gruppi.giovani.it/lifeiseasy/
http://gruppi.giovani.it/sex-non-stop-/
http://gruppi.giovani.it/solo-cam/
http://gruppi.giovani.it/eccitazioni-it/
http://gruppi.giovani.it/nnnnnnnnnnnn/
http://gruppi.giovani.it/sesso-tel/
e ce ne sono ancora tantissimi!!!
ma brutti morti di figa!!!la smettete di farvi le pippe e diventate persone serie e come si deve!!!
ma ke vi trafigga un fulmine!mi fate schifo!
non esiste un modo x farli smettere?!

 
17 Aprile 2008

aiutatemi ad aiutare...nn è un gioco..22 anni malatata di leucemia..

ciao a tutti...allora, la situazione è questa....un operaio della ditta dove lavoro, extracomunitario, equadoreno residente in italia, ha scoperto 2 settimane fa che sua sorella di 22 anni ha una gravissima forma di leucemia,la nylodea cronica.lei vive in equador e la terapia là costa più di 50 mila euro e lei ha solo un anno di tempo...
io voglio aiutarlo, ma non mi intendo di queste cose....ho contattato l'ail per poterla curare qui e mi han chiesto di mandar loro un' e-mail.




qualcuno mi aiuta a scrivere decentemente la mail per conto di suo fratello in cui chiede di poterla portare in italia e curarla entro l'anno e chiedendo qual procedure deve seguire.




vi ringrazio tutti anke da parte di luis e sua sorella

P.S.




se qualcuno avesse anke informazioni a riguardo non esiti a contattarmi!!!posso lasciare anke il mio numero di telefono nel caso qualcuno preferisse parlarmene a voce.




grazie ancora

aiutatemi ad aiutare..non è un gioco...22 anni e malata di una forma grave di leucemia

ciao a tutti...allora, la situazione è questa....un operaio della ditta dove lavoro, extracomunitario, equadoreno residente in italia, ha scoperto 2 settimane fa che sua sorella di 22 anni ha una gravissima forma di leucemia,la nylodea cronica.lei vive in equador e la terapia là costa più di 50 mila euro e lei ha solo un anno di tempo...
io voglio aiutarlo, ma non mi intendo di queste cose....ho contattato l'ail per poterla curare qui e mi han chiesto di mandar loro un' e-mail.




qualcuno mi aiuta a scrivere decentemente la mail per conto di suo fratello in cui chiede di poterla portare in italia e curarla entro l'anno e chiedendo qual procedure deve seguire.




vi ringrazio tutti anke da parte di luis e sua sorella

P.S.




se qualcuno avesse anke informazioni a riguardo non esiti a contattarmi!!!posso lasciare anke il mio numero di telefono nel caso qualcuno preferisse parlarmene a voce.




grazie ancora

Tags: help vita
 
03 Aprile 2008

appendete pure i poster del Che vicino alla bandiera della pace...

Un guerrigliero spietato, un burattino nelle mani di Castro. Parla l’esule cubano Jacobo Machover, autore di una biografia critica

Che montatura sul ‘Che’

Feroce con i suoi stessi uomini, è sempre stato sottomesso a Fideli, il quale, dopo la sua morte, fu abilissimo a costruire il mito del comunista buono»(nota mia:insultatemi pure, ma NON ESISTONO COMUNISTI BUONI!!!!)
Da Parigi Daniele Zappalà
«Ho scritto per fare i conti con un’illusione che io stesso ho coltivato da giovane. Ma pure per un dovere di memoria e verità verso
le vittime del Che, noto ancor oggi a Cuba anche come «il macellaio della Cabaña», dal nome del carcere in cui fece fucilare almeno 180 persone in 6 mesi. Molti conoscono la verità, ma quasi nessuno vuole guardarla in faccia». Per Jacobo Machover, uno degli intellettuali più noti della diaspora cubana in Europa, l’immagine eroica e «romantica» che tanti continuano a tramandare di Ernesto Guevara è il frutto di un’abile montatura inizialmente orchestrata dal regime dell’Avana. Machover è giunto a questa conclusione dopo aver conversato con alcuni dei compagni di ventura del Che ancor oggi in vita e sulla base di una lettura analitica di tutti gli scritti consultabili del guerrigliero. La face cachée du Che («Il volto nascosto del Che»), appena pubblicato in Francia da Buchet Chastel, sta già sollevando Oltralpe un vivo dibattito. Di Machover, docente di studi iberici all’Università di Avignone, è attualmente in uscita in Italia, per i tipi di Ipermedium, Cuba. Totalitarismo tropicale.


Lei sostiene che Guevara fu una figura subordinata, contrariamente all’immagine di ribelle spesso divulgata.

Perché?
«Fin dall’inizio, fu un comandante della rivoluzione cubana agli ordini di un capo supremo, Fidel Castro. Ed è stato soprattutto quest’ultimo a costruire nel tempo l’immagine ribelle del Che. Del compagno di battaglia capace di condurre azioni autonome. Ma in realtà l’unica azione autonoma possibile era il sacrificio per Fidel. Guevara lo rivela ad esempio nei suoi taccuini personali scritti in Congo, quando sottolinea di non aver osato chiedere ai propri uomini il sacrificio supremo e di dover espiare per questo la propria colpa nei confronti di Castro».


Si può parlare comunque di una reciproca influenza fra i due uomini?
«No, il Che non influì mai su Castro. Credo solo che Castro abbia sviluppato col tempo un senso di colpa nei confr onti di Guevara, o quanto meno l’impressione di averlo inviato al martirio».




Come risponde a chi la accusa di un ritratto «selettivo» di Guevara al solo scopo di provocare?
«Ho cercato di considerare tutti gli aspetti del personaggio, da quelli per così dire buoni fino ai più spietati. E ho cercato di chiarire soprattutto alcune fasi della sua vita che mostrano il carattere in fondo ordinario e fragile di questa persona che ha certamente subìto un’evoluzione. In Bolivia, poco prima di essere giustiziato, Guevara ad esempio non fucilava più i suoi stessi uomini, come fece a Cuba. In Congo, invece, aveva impiegato punizioni molto dure».


Qual è il periodo nella vita di Guevara che resta meno noto?
«È quello compreso fra il 1959 e il 1965, il periodo in cui si trovò al potere a Cuba. Non è stato molto analizzato innanzitutto per via delle esecuzioni che il Che ordinò personalmente al carcere della Cabaña, ma anche per il ruolo imbarazzante come direttore della Banca nazionale. Fu un autentico disastro. Si tratta della fase direi più sinistra, perché il Che esercitò il proprio potere in modo implacabile su un popolo che gli era straniero».

Che uomo era, invece, quello giunto in Bolivia per combattere e qui scomparso nel 1967?
«Assomigliava a un avventuriero perduto, non più capace di fare un bilancio del proprio percorso. Per me, si tratta del lato positivo, più umano, del personaggio. È in Bolivia che si rese conto del proprio fallimento e in una certa misura di essere stato raggirato».


Com’è nato il mito del Che?
«Castro comprese molto presto quanto poteva ottenere dall’immagine del Che. Lui era morto il 9 ottobre e già qualche giorno più tardi la veglia funebre orchestrata dall’Avana fu un capolavoro di astuzia sul registro dell’emozione. Castro raccontò fra l’altro che il Che non si era arreso ai militari boliviani, il che non era vero
».


Il mito ha però scavalcato di gran lunga le frontiere cubane.

Com’è stato possibile?
«Grazie a una catena di falsificazioni. La stessa foto del Che divenuta celebre è totalmente ritoccata, costruita eliminando i personaggi e il contesto circostanti. L’operazione, nel suo complesso, ricorda tanti altri falsi eroi creati dai regimi di stampo staliniano».


Guevara resta soprattutto un simbolo del rivoluzionario.

Come giudica questa fama?
«Sul piano ideologico, Guevara aveva idee abbastanza confuse. Non aderì mai pienamente alla dottrina marxista-leninista e prese in prestito certi concetti senza però maneggiarli agevolmente. Negli ultimi scritti, cercò egli stesso di contribuire al proprio mito per la posterità».


Che bilancio complessivo darebbe del personaggio?
«È possibile definirlo come un ruolo secondario in un grande film storico. Ma di questo ruolo secondario si è fatto un simbolo, anzi quasi un feticcio, che giova ancora a tanti. Non solo a Castro, ma anche a molti altri che cercano di giustificare i propri ideali
. Una giustificazione anche per dire che non ci si è sbagliati del tutto e che accanto a Stalin ci furono comunque figure integre».


Una specie di nostalgia?
«Credo di sì. Vi è inoltre l’aspetto del sogno visionario. Certi giovani, dopo aver letto le mie opere, mi accusano di voler distruggere i loro sogni. Ma per noi cubani, per tutti quelli che hanno conosciuto la prigione, per tutti i bambini cubani ancor oggi costretti ogni giorno a recitare a comando il nome del Che, più che di un sogno, si tratta di un incubo».
http://www. avvenire. it


Con la fuga del dittatore Fulgencio Batista e la vittoria di Fidel Castro, nel 1959, il Comandante militare della rivoluzione, Ernesto "Che" Guevara, ricevette l'incarico provvisorio di Procuratore militare. Suo compito è far fuori le resistenze alla rivoluzione. Lasciamo subito la parola a Massimo Caprara (*), ex segretario particolare di Palmiro Togliatti: "Le accuse nei Tribunali sommari rivolte ai controrivoluzionari vengono accuratamente selezionate e applicate con severità: ai religiosi, fra i quali l'Arcivescovo dell'Avana, agli omosessuali, perfino ad adolescenti e bambini".


Nel 1960 il procuratore militare Guevara illustra a Fidel e applica un "Piano generale del carcere", definendone anche la specializzazione. Tra questi, ci sono quelli dedicati agli omosessuali in quanto tali, soprattutto attori, ballerini, artisti, anche se hanno partecipato alla rivoluzione.


Pochi mesi dopo, ai primi di gennaio, si apre a Cuba il primo "Campo di lavoro correzionale", ossia di lavoro forzato. È il Che che lo dispone preventivamente e lo organizza nella penisola di Guanaha. Poi, sempre quand'era ministro di Castro, approntò e riempì fino all'orlo quattro lager: oltre a Guanaha, dove trovarono la morte migliaia di avversari, quello di Arco Iris, di Nueva Vida (che spiritoso, il "Che") e di Capitolo, nella zona di Palos, destinato ai bambini sotto ai dieci anni, figli degli oppositori a loro volta incarcerati e uccisi, per essere "rieducati" ai principi del comunismo.



È sempre Guevara a decidere della vita e della morte; può graziare e condannare senza processo. "Un dettagliato regolamento elaborato puntigliosamente dal medico argentino - prosegue Caprara, sottolinenado che Guevara sarebbe legato al giuramento d'Ippocrate - fissa le punizioni corporali per i dissidenti recidivi e "pericolosi" incarcerati: salire le scale delle varie prigioni con scarpe zavorrate di piombo; tagliare l'erba con i denti; essere impiegati nudi nelle "quadrillas" di lavori agricoli; venire immersi nei pozzi neri (di merda, ndr)". Sono solo alcune delle sevizie da lui progettate, scrupolosamente applicate ai dissidenti e agli omosessuali. Il "Che" guiderà la stagione dei "terrorismo rosso" fino al 1962, quando l'incarico sarà assunto da altri, tra cui il fratello di Fidel, Raoul Castro.



Sulla base del piano del carcere guevarista e delle sue indicazioni riguardo l'atroce trattamento, nacquero le Umap, Unità Militari per l'Aiuto alla Produzione (vedi l'articolo di Massimo Consoli in queste pagine), destinati in particolare agli omosessuali. Degli anni successivi, Caprara scrive: "Sono così organizzate le case di detenzione "Kilo 5,5" a Pinar del Rio. Esse contengono celle disciplinari definite "tostadoras", ossia tostapane, per il calore che emanano. La prigione "Kilo 7" è frettolosamente fatta sorgere a Camaguey: una rissa nata dalla condizioni atroci procurerà la morte di 40 prigionieri. La prigione Boniato comprende celle con le grate chiamate "tapiades", nelle quali il poeta Jorge Valls trascorrerà migliaia di giorni di prigione. Il carcere "Tres Racios de Oriente" include celle soffocanti larghe appena un metro, alte 1.8 e lunghe 10 metri, chiamate "gavetas". La prigione di Santiago "Nueva Vida" ospita 500 adolescenti da rieducare. Quella "Palos", bambini di dieci anni; quella "Nueva Carceral de la Habana del Est" ospita omosessuali dichiarati o sospettati (in base a semplici delazioni, ndr). Ne parla il film su Reinaldo Arenas "Prima che sia notte", di Julian Schnabel uscito nel 2000".



Anni dopo alcuni dissidenti scappati negli Usa descriveranno le condizioni allucinanti riservate ai "corrigendi", costretti a vivere in celle di 6 metri per 5 con 22 brandine sovrapposte, in tutto 42 persone in una cella. Il "Che" lavora con strategia rivolta al futuro Stato dittatoriale. Nel corso dei due anni passati come responsabile della Seguridad del Estado, della Sicurezza dello Stato, parecchie migliaia di persone hanno perduto la vita fino al 1961 nel periodo in cui Guevara era artefice massimo del sistema segregazionista dell'isola. Il "Che", soprannominato "il macellaio del carcere-mattatoio di La Cabana", si opporrà sempre con forza alla proposta di sospendere le fucilazioni dei "criminali di guerra" (in realtà semplici oppositori politici) che pure veniva richiesta da diversi comunisti cubani. Fidel lo ringrazia pubblicamente con calore per la sua opera repressiva, generalizzando ancor più i metodi per cui ai propri nuovi collaboratori.



Secondo Amnesty International, più di 100.000 cubani sono stati nei campi di lavoro; sono state assassinate da parte del regime circa 17.000 mila persone (accertate), più dei desaparecidos del regime cileno di Pinochet, più o meno equivalente a quelli dei militari argentini.

 
02 Aprile 2008

nuovo gruppo-DaRi vS dIsCoPoPpErS

 

 



e andate a wotare "wale" su all music http://www.allmusic.tv/allmusic/playlist?pageType=r&nomePlaylist=altopotenziale   

 

 

 
31 Marzo 2008

nuovo gruppo per dari! http://gruppi.giovani.it/dari/

datreci un okkio pleazeee...O_o
xoxo!

votate wale su all music!

 
20 Marzo 2008

GRANDE CONCORSO!!!http://mattodifatto.giovani.it/diari/2624104/grande_concorso_.html#partenza_2624104

http://mattodifatto.giovani.it/diari/2624104/grande_concorso_.html#partenza_2624104
QUI TROVATE TUTTE LE ISTRUZIONI PER PARTECIPARE!

è divertente e non è la solità volgarita!!!

partecipate!!!

Grande Concorso !!!!!!!!

Un saluto a tutta la community di Giovani !!!!

parte un nuovo grande concorso !!!!

CHI HA LE MANI PIU' BELLE DI GIOVANI ?

le regole e le modalita' di partecipazione sono scitti a lato, nella colonna laterale del blog... !

è un concorso simpatico e divertente percio' partecipate piu' che potete !!!!

non abbiate paura !!!!

vi aspetto

 
12 Marzo 2008

manifestazione nazionale contro le pellicce

MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LE PELLICCE

in occasione del MIFUR di Milano
organizzata dall'OIPA
per SABATO 15 MARZO 2008
Ritrovo alle 14.30 in Piazza Castello -
Milano (luogo in via di definizione
con la Questura)
Il corteo attraverserà la città
per confluire nelle vicinanze della Fiera
del Mifur

Il Mifur, il Salone Internazionale della Pellicceria e della Pelle, è
l'appuntamento annuale dedicato allo stile della pelle e delle pellicce.
Organizzato dall'Ente Fieristico Mifur, il Salone della pelle e della
pellicceria, rappresenta oggi il punto di riferimento per il mercato
internazionale di settore.
Manifestare in occasione del MIFUR è molto importante perché è in occasione
di questa fiera che viene decisa la nuova collezione invernale di capi in
pelle e pelliccia.

Uniamoci contro le pellicce! I bordi in pelliccia delle giacche sono
purtroppo divenuti una moda anche tra i giovani, ma nascondono una vera e
propria crudeltà.

Alle associazioni e agli altri gruppi animalisti chiediamo di dare al più
presto la propria adesione in modo da pubblicare sulla locandina il
nominativo dell'associazione aderente.
Non appena sarà pronto il materiale informativo, vi chiediamo di divulgarlo
attraverso i vostri canali: siti, newsletter, mailing list, giornali, ecc

Se decidete di aderire alla manifestazione, Vi preghiamo di darci una
risposta al più presto, grazie!

Un cordiale saluto,

Massimo Comparotto
Presidente OIPA Italia

OIPA Italia Onlus
Organizzazione Internazionale Protezione Animali
ONG affiliata al Dipartimento della Pubblica Informazione dell'ONU
Associazione riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente
(DM del 1/8/2007 pubblicato sulla G.U. n. 196 del 24/8/2007)
via Passerini 18 - 20162 Milano -
Tel. 02 6427882 - Fax 02 99980650
info@oipaitalia.com -
www.oipaitalia.com

 
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